Il diritto all'istruzione è un diritto universale dell'infanzia ed è assolutamente tutelato dal nostro sistema giuridico. Ad ogni minore presente sul territorio nazionale deve essere garantito l’accesso alla scuola come presupposto fondamentale per la sua crescita culturale e personale. Sulla base di questo principio, nel 1993, a Roma è nato il progetto di scolarizzazione di minori e adolescenti rom, un intervento volto a favorire l’accesso ai servizi educativi e la piena partecipazione alla vita scolastica alla minoranza rom.
Nel corso degli anni l’intervento è diventato, di fatto, un vero proprio servizio, svolto in sinergia con le scuole pubbliche, i Municipi, le Asl ed altri attori istituzionali e non, presenti sul territorio. In sintonia con i mutamenti sociali che hanno attraversato il paese e l’Europa intera, con il tempo, il servizio si è evoluto in un’ottica di qualità e verso una sempre più ampia partecipazione ed integrazione dei minori nel processo formativo scolastico. Oggi, in una società che si presenta sempre più multiculturale, in un panorama europeo e internazionale in cui l’integrazione interculturale rappresenta una priorità di tutti i paesi, l’accesso all’istruzione per tutti e per tutte, e nella fattispecie per la minoranza rom, assume un valore ancora più alto in quanto diventa presupposto imprescindibile ad un percorso di integrazione. La scuola rappresenta il luogo privilegiato in cui proporre la mediazione e la comunicazione interculturale, uno spazio per la sperimentazione di una gestione alternativa, positiva e non violenta, dell’incontro tra identità composite in un contesto sociale di forte conflittualità che, soprattutto nel caso della minoranza rom, assume punte di intolleranza e discriminazione molto alte.
Un percorso di integrazione sociale e culturale basato su tali presupposti può rappresentare una valida opportunità per andare oltre interventi di tipo emergenziale, per costruire canali di accoglienza e di risposta ai bisogni che tengano conto delle diverse specificità di cui sono portatrici determinate fasce sociali. Partendo dai servizi già presenti, come quello di scolarizzazione di minori e adolescenti rom, occorre aprire la prospettiva verso un potenziamento ed un adeguamento degli interventi ad obiettivi sempre più alti che mirino a far acquisire a tutti/e i/le cittadini/e le conoscenze e gli strumenti per interloquire nella società in una posizione di parità. Arci Solidarietà, in quanto ente di promozione sociale, è da anni impegnata nel lavoro sociale, in interventi volti a favorire la partecipazione autentica e attiva di migranri e rom dentro quei luoghi dove si determinano progetti e percorsi di cittadinanza. In questo senso, la mission di Arci Solidarietà parte dall’assunto che l'intercultura vera ha bisogno di parità. Un progetto interculturale di cittadinanza è un processo che va innescato, è un processo in continua trasformazione, dove gli attori sono consapevoli che la relazione avviene innanzitutto fra soggetti uguali, e che la mediazione socioculturale rappresenta un momento strategico per rimuovere la disparità sociale di partenza, valorizzando le competenze e le diversità. In tale contesto si inserisce la convinzione che il progetto di scolarizzazione rappresenta uno strumento essenziale per garantire alla minoranza rom le pari opportunità nel confronto e per evitare di incorrere nel rischio dell'etnicizzazione, della semplificazione e della banalizzazione in chiave folkloristica di questioni complesse.












